Il caricabatterie scarico: Pebble SmartStick Veho

Ormai è noto a tutti, il vero problema della tecnologia portatile è la batteria: infatti se l'esperienza utente, le performance e i contenuti riescono a tenere il ritmo della fame degli utenti, le sorgenti di energia scarseggiano.

Se in prima battuta l'unico rimedio poteva essere una batteria di backup (mi ricordo che avevo già comprato una batteria di riserva per il Siemens M35!), oggi, complice i prezzi, le alternative ci sono, o meglio, ci dovrebbero essere.

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Vi voglio infatti raccontare della mia personale esperienza nella giungla delle batterie/caricatori usb tanto di moda in questo periodo. In particolare ho acquistato a luglio un SmartStick Veho da 2200 mAh.

Che dire, devo essere onesto, la trappola è stata ben preparata dai maghi dell'inserzione Groupon:  infatti, al prezzo del tutto abbordabile di 19,9€, vi porterete a casa questo oggettino che potrebbe salvarti in momenti di secca.

Tralasciando i ben noti problemi di consegna di Groupon (ci sono volute 4 settimane per ricevere l'oggetto) parliamo delle caratteristiche.

Presentazione

L'oggetto si presenta veramente bene: la confezione contiene tutto l'indispensabile per ricaricare svariati tipi di dispositivi.

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Questa flessibilità è garantita da un cavo usb che presenta su un'estremità un connettore femmina da 2,5" al quale possiamo connettere 1 dei 5 terminali presenti nella scatola che ci permetteranno di ricaricare iPhone e iPod 30-pin, Sony Ericsson, Nokia pin, mini USB e micro USB.

Inoltre viene fornita una "utilissima" calza per il trasporto del Pebble nel proprio zaino.

Istruzioni all'uso

Carichiamo il carica batteria. Ho provato diverse soluzioni:

1) trasformatore 220v - 5v da muro da 500mA: dopo 16 ore l'oggetto risulta ancora essere scarico (segnalato dal led blu. Sul discorso led ci tornerò più tardi).
2) trasformatore 220v - 5v da muro da 1A (quello del Nexus 7): anche qui stessa cosa, carica assente.
3) connessione ad un hub usb di un pc: finalmente, dopo qualche ora, il led cambia colore (da blu a rosso. Sì, rosso significa carico! Bah!).

Ho inoltre scoperto durante queste prove che il cavo usb in dotazione porta solamente i segnali di alimentazione (5v e 0v) e non i pin di dati (poteva essere comodo avere una prolunga usb sempre con sé).

La brutta notizia

Cosa vi aspettereste da un carica batteria? Che faccia il proprio lavoro suppongo, ed è qui che vi sbagliate. Infatti, in 1 mese di prove sono riuscito ad utilizzare correttamente l'arnese solamente 1 volta. In più di una circostanza l'oggetto si presentava scarico, o parzialmente scarico (l'utilizzo è sempre avvenuto dopo qualche giorno di distanza da una carica completa attraverso il pc).

Conclusione

Volete essere sicuri di arrivare a sera con il vostro dispositivo mobile ancora in vita? Utilizzatelo intelligentemente. Disattivate i dati (o parzializzateli usando solo il 2g invece che il 3g) e state sempre vicini ad una 220v magari sotto gruppo di continuità!